|Analisi della gara del GP di Baku 2022:

Leclerc e Sainz nel labirinto della Ferrari

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Binotto: "La Red Bull ha sbagliato strategia".

La Scuderia di Maranello non ha avuto "figli e figliastri" a livello di power unit, i problemi sono diffusi tra l'azienda fornitrice e il team cliente.

Engine disaster F1 2022 Maranello Ferrari Team principal Mattia Binotto

Nella tradizionale conferenza post-partita, Mattia Binotto ha riconosciuto gli errori commessi dalla squadra:

"All'inizio della gara con gomme medie avevamo un ritmo simile a quello della Red Bull. In quel momento Charles stava recuperando leggermente su Perez, mentre Carlos stava risparmiando le gomme, con l'obiettivo di allungare il suo stint. Sapevamo che le Hard sarebbero state molto resistenti ed eravamo fiduciosi di poter arrivare fino alla fine con una sola sosta. Abbiamo fatto una scelta diversa, ma sono stati gli altri a sbagliare. Era giusto fermarsi in quel momento. Noi abbiamo fatto la scelta giusta e gli altri no. La mossa ci avrebbe dato un vantaggio, peccato non averlo concretizzato".

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Ferrari, Haas e Alfa Romeo ultime per km percorsi in gara

Il doppio ritiro della Ferrari a Baku, causato da guasti tecnici sulle vetture di Sainz e Leclerc, ha suscitato aspre critiche e polemiche da parte dei tifosi della Rossa sull'affidabilità della vettura. Le unità di potenza del Cavallino Rampante. Oltre al singolo episodio in Azerbaigian, l'elemento che ha fatto più discutere è stato quello relativo ad altri fatti accaduti durante la stessa gara azera, durante la quale altri due piloti come Guanyu Zhou e Kevin Magnussen hanno dovuto dare forfait. Entrambi, ovviamente, fanno parte di squadre diverse, ma condividono la power unit Ferrari.

In effetti, entrambi Alfa Romeo e Haas sono le uniche due squadre sulla griglia di partenza ad essere spinte dal motore della Scuderia di Maranello, con cui condividono un triste primato: le tre squadre, dopo le prime otto gare del mondiale, occupano gli ultimi tre posti nella classifica del chilometri percorsi. Tenendo conto delle statistiche ufficiali riportate dalla F1, che includono i ritiri per incidenti o fuori pista, tra le vetture motorizzate Ferrari l'Alfa Romeo di Zhou e Valtteri Bottas, l'ultimo dei dieci team a superare i 4000 km. più precisamente 4014.

Un fatto reso possibile dalla tenacia del pilota finlandese, costretto al ritiro solo in Arabia Saudita (è stato fermato per problemi di surriscaldamento per salvare il motore), a differenza del suo compagno di squadra cinese che non ha visto la bandiera a scacchi a Miami e in Spagna, oltre che appunto a Baku.

It hurts' – Leclerc 'more than frustrated' as Ferrari pair lament double Ferrari DNF in Baku - Presticebdt

Discorso diverso per la Haas, che per 17 km non rientra anch'essa nel "club dei 4000": il tutto non solo per il brutto incidente occorso a Mick Schumacher a Monaco, ma anche per i ritiri consecutivi di Kevin Magnussen, rimasto a piedi anche nel Principato e nella già citata Baku. Tutto ciò significa che, clamorosamente, la Ferrari si trova all'ultimo posto tra le squadre più presenti in pista. La squadra, nonostante sia indicata come la principale rivale della Red Bull, ha infatti dovuto fare i conti con i tecnici del K.O. Leclerc in Spagna e a Baku, nella stessa gara in cui anche Sainz ha parcheggiato la sua vettura per motivi tutt'altro che umani. In questo senso, lo spagnolo aveva concluso anzitempo i GP di Australia e Imola, con un risultato complessivo quasi incredibile: dal Bahrain a oggi, la Ferrari ha registrato solo 3506 km. Mercedes è primo in questa particolare classifica con 4732 km percorsi. Di seguito il riepilogo.

F1 2022, i km percorsi finora dalle squadre:
Mercedes 4732
Red Bull 4602
McLaren 4537
Aston Martin 4480
Williams 4393
Alpino 4349
AlfaTauri 4264
Alfa Romeo 4014
Haas 3983
Ferrari 3506

Motore a combustione infernale

No, non è stato un caso. Non è un caso che le due F1-75, perfettamente in grado di vincere il Gran Premio dell'Azerbaigian, abbiano raggiunto la lista dei ritirati ben prima di metà gara. Sainz per un problema idraulico (un circuito a 220 bar di pressione che controlla praticamente tutto ciò che si muove) e Leclerc messo fuori gioco da un evidente guasto all'ICE. Che poi sarebbe il motore a combustione interna, o il sei cilindri termico.

Non è una coincidenza e non è nemmeno necessario sottolineare una cosa del tutto giusta: ovvero che i guasti che hanno fatto scivolare Charles e la Ferrari rispettivamente dietro a Verstappen/Perez e alla Red Bull, non hanno cause omogenee. Anche un risultato pieno, il prossimo fine settimana a Montreal, non sarebbe sufficiente a ribaltare la situazione. Ma, in realtà, il fatto che non ci sia una causa unica per gli insuccessi è tutt'altro che confortante. La cavalcata trionfale di Leclerc a Barcellona era stata interrotta da un problema elettrico al generatore del motore MGU-H che, essendo montato sullo stesso asse del turbo, aveva danneggiato anche quest'ultimo. Questa volta, infatti, i problemi dei due piloti erano di natura ancora diversa. Mattia Binotto, opportunamente vestito in maglia nera, ha ammesso a Sky dopo la gara che l'estrema ricerca delle prestazioni sta penalizzando l'affidabilità. Certo, quando una Power Unit praticamente nuova (Leclerc) cede in modo plateale, non si può nemmeno parlare di affaticamento dei materiali. Si erano create false illusioni sul fatto che anche la Red Bull soffrisse di problemi simili, forse aggravati dal fatto di non poter più disporre di un motore "ufficiale". Non so cosa sarebbe successo agli ex motori Honda di Verstappen e Perez se, colti di sorpresa dall'undercut Ferrari in regime di safety car virtuale, avessero poi dovuto cercare di recuperare lo svantaggio in pista. Il fatto è che, una volta autoeliminati gli avversari designati, gli uomini di Horner e Marko hanno gestito la gara a loro piacimento. Anche la Coppa del Mondo si vince in questo modo.

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Engine failure for Ferrari's motorized -Presticebdt

In Ferrari si respira una strana aria di preoccupata rassegnazione. Si teme, ad esempio, che i problemi di Baku possano ripetersi più volte in questa stagione. A lungo termine, si guarda con timore anche al "blocco" degli sviluppi - ne abbiamo parlato nell'ultimo post prima di questo - che comprenderà anche l'elettronica, sempre più soggetta al controllo unificato di quello che una volta si chiamava MES e ora è MAT, sempre un prodotto del gruppo McLaren. È ovvio che l'ambizioso progetto di combustione (concetto già respinto ai tempi di Sergio Marchionne) ha un prezzo da pagare. Ma non è necessario, in questa sede, discutere i dettagli tecnici. La grande paura che alberga oggi a Maranello è la stessa di qualche anno fa: è la paura di non saper (più) vincere. Ho raccontato più volte quello che è successo nel 2017 e anche l'anno successivo: nella prima delle due stagioni, dopo la pausa estiva, c'è stata una serie di insuccessi - in parte legati agli sviluppi - estremamente difficili da interpretare. Perché una candela (Suzuka) può rompersi, soprattutto se si provano nuove benzine: ma quando i "corridori" (Malesia), tubi compositi in cui scorre semplice aria fresca, è normale pensare che si sia soggetti a una maledizione. Nel 2018, come ho scritto più volte, le premesse del progetto erano inferiori, a causa di un difetto di base nel concetto aerodinamico. Il team, però, ha saputo reagire e lavorare molto bene, finché - verso settembre - uno sviluppo del fondo scocca che avrebbe dovuto richiedere diversi decimi si è rivelato, di fatto, inferiore al modello precedente. Sono regali che non ci si può permettere di fare agli avversari. Poi ognuno è libero di pensarla come vuole e di incolpare i piloti per uno o due GP buttati via. Comunque, se mi permettete, io l'ho vissuta dall'interno.

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Risultati della gara - dopo la gara: GP di Baku F1 2022

Presticebdt - Azerbaijan Podium Baku GP F1 2022 Verstappen wins

Hamilton: "Non mi perderei il GP del Canada per nulla al mondo".

Il team principal della Mercedes Toto Wolff prima dell'inizio del Gran Premio dell'Azerbaijan aveva dichiarato che Lewis Hamilton avrebbe potuto optare per un ritiro anticipato a causa di un dolore alla schiena generato dal porpora. Il sette volte campione del mondo ha comunque concluso la gara in quarta posizione e il numero uno del muretto della scuderia di Brackley aveva rincarato la dose in serata ipotizzando anche che il pilota della Mercedes avrebbe potuto saltare il Gran Premio del Canada in programma il prossimo fine settimana per problemi alla schiena generati dal rimbalzo aerodinamico.

Christian Horner, da parte sua, ha già sottolineato di non ritenere corrette queste "performance" sul porpoising da parte dei piloti delle squadre che subiscono questo effetto collaterale dell'effetto suolo, anche se ha ammesso che al posto dei suoi colleghi direbbe ai suoi piloti di fare lo stesso, cioè di ingigantire il problema via radio in ogni occasione possibile.

Presticebdt - F1 2022 Baku GP - Hamilton wouldn't miss Canada "for the world" despite back struggles

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Atto dovuto o meno, Lewis Hamilton sarà in Canada il prossimo weekend. Su Instagram, infatti, il pilota della Mercedes, attraverso una Stories, ha voluto rassicurare tutti i fan sul suo stato di salute e sulla sua presenza a Montreal sulla pista dove ha vinto l'ultima edizione del Gran Premio disputata nel 2019.

Lewis Hamilton:

"Ieri è stata una gara difficile e ho avuto qualche problema a dormire, ma stamattina mi sono svegliato bene - ha detto Hamilton - Ho dolore alla schiena, ma niente di grave per fortuna. Ho sostenuto fisioterapia e agopuntura e continuerò su questa strada, insieme alla squadra è il momento di non mollare e di dare il massimo per uscire da questo momento difficile. Non mi perderei il Gran Premio del Canada per nulla al mondo. Buona giornata e buona settimana a tutti".

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Caso porpoising, Sainz: "La FIA agisce rapidamente"

Mai come nell'ultimo weekend di Baku i piloti di Formula 1 hanno messo in evidenza la questione del porpoising; più che per il problema tecnico in sé, l'elemento che ha generato il maggior numero di discussioni e preoccupazioni si è concentrato su come esso possa avere conseguenze fisiche a lungo termine, a maggior ragione dopo aver visto e sentito Lewis Hamilton lamentarsi del dolore accusato durante e dopo la gara. Oltre a lui, non sono mancati i commenti di George Russell, Sebastian Vettel, Daniel Ricciardo e Pierre Gasly, ai quali si è aggiunto anche Carlos Sainz.

Presticebdt - F1 2022 Azerbaijan GP: Yuki Tsunoda's DRS broken in half

Già sabato, poco dopo il briefing dei piloti tenutosi per discutere dell'impatto del porpoising sulla salute, lo spagnolo della Ferrari aveva commentato quanto emerso dall'incontro con i suoi concorrenti:

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Carlos Sainz:

“On Friday I suffered a lot, and for some reason I had a car or a bottom that caused more porpoising and made the car skid more than the other with the same set-up – he told the press – and it was, very, very painful. I saw other riders struggling on the straight, and we got to the point where we looked at each other to say: “We have to do something, because we can’t last another 10 years like this.” We therefore kindly asked the FIA ​​to examine the matter and to listen to us drivers, because we are starting to struggle to manage the situation “.

We don’t need a medical commission – he added – but just something smarter about the suspension or the way cars are put on the track. We would like the FIA ​​to act quickly, as quickly as possible, because otherwise the situation will start to be difficult to manage due to the accumulation of pain. I don’t know if we can talk about danger, but we have to ask ourselves if it is necessary for F1 to have 20 drivers at the end of each race with back problems. With today’s technology, why does this painful situation have to continue in our careers when there is a very simple solution? Is it really worth it? I do not believe. I think it is not necessary and that all of us, including the teams, should think about the rider’s health. I believe that everyone has their own opinion, but also their own interests “.

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